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Storie di Gola

Kiev di Marina Mayevska

Uno scatto tratto dalla Ulichnaya Eda, la via dello street food di Kiev, punto di ritrovo molto celebre tra i giovani, in cui è possibile gustare specialità da tutto il mondo. E' il simbolo della rinascita gastronomica dell'Ucraina, paese indipendente da 25 anni e in grande ascesa dal punto di vista della ristorazione, ci racconta la cronista locale Marina Mayevska (foto destinations.com.ua)

Uno scatto tratto dalla Ulichnaya Eda, la via dello street food di Kiev, punto di ritrovo molto celebre tra i giovani, in cui è possibile gustare specialità da tutto il mondo. E' il simbolo della rinascita gastronomica dell'Ucraina, paese indipendente da 25 anni e in grande ascesa dal punto di vista della ristorazione, ci racconta la cronista locale Marina Mayevska (foto destinations.com.ua)

Per noi Ucraini gli ultimi 25 anni sono coincisi con l’indipendenza politica. Per nostra grande gioia, la libertà ha avuto anche un importante risvolto gastronomico: oggi a Kiev sono tantissime le possibilità e i luoghi per godere del cibo. Nonostante l’incertezza economica, la comunità di ristoratori vive un momento d’orgoglio: partono nuovi progetti, le idee prendono forma e sono rinforzate da gusti e sapori sempre più convincenti.

Che il momento sia caldo, è testimoniato anche dai nomi scelti dai ristoranti. Lo scorso agosto, nello stesso giorno, sono nate due insegne importanti in città: Fire Game e Pesce al Forno (proprio così, in italiano, ndr). Il primo è una steakhouse ucraina, basata su prodotti locali e tecniche moderne, con combinazioni calibrate e destinate a durare. Il secondo l’ha aperto Savva Libkin, creatore di ristoranti simbolo a Odessa e a lungo atteso da Kiev: qui si gusta pesce cucinato nel forno a legna della pizza, servito su piatti in ceramica.

Forse il miglior ristorante recente in città è un indirizzo di street food festival che si chiama Ulichnaya Eda. Ha prodotto l'eco gastronomica più forte degli ultimi 3 anni, in un luogo rinnovato e rivitalizzato sulle ceneri di una vecchia fabbrica industriale. Nel weekend si fa festa su un lunghissimo tavolo costellato di specialità succulente da tutto il mondo: quando mai è stato possibile trovare nello stesso posto del pesce del buonissimo mar Nero di Odessa, dei sandwich dell’entroterra vietnamita, pastrami, il risotto al tartufo e molto altro? È il luogo perfetto anche per trovare articoli da gastrofissati come il caffè cezve.

Lo spirito da food festival ha ispirato anche altre rassegne all’aperto come il Wine and Sea festival, sulla spiaggia del fiume Dnieper, o il Kiev Food&Wine Festival, allestito su uno spettacolare eliporto. Il fatto è che la nostra città ha un’intensa vita d’affari, politica, culturale e scientifica e quindi ogni tanto c’è voglia di rilassarsi. Per fortuna il fiume Dnieper, che attraversa tutta Kiev, conta su infinite insenature, bocche e laghi, un paesaggio naturale che dà vita a numerosi spazi dall’atmosfera per niente urbana, nonostante si stia in città.

A mezzoretta dal centro, puoi anche capitare su un’isola deserta con impronte vichinghe (ehm, okay, quelle le ha lasciate la squadra di calcio della Svezia agli Europei 2012), spiagge e club di wakeboard. Però è vero che a un quarto d’ora dalla stazione centrale dei treni, puoi raggiungere una pista da sci.

Vozdvyzhenka, quartiere edificato ai primi Duemila, poi diventato città fantasma e ora base di un quartiere hispter molto alla moda con i migliori caffè di Kiev: Coffee in Action, Cafe Boutique, Svit Kavy, Espresso Holic, London cafe

Vozdvyzhenka, quartiere edificato ai primi Duemila, poi diventato città fantasma e ora base di un quartiere hispter molto alla moda con i migliori caffè di Kiev: Coffee in ActionCafe BoutiqueSvit KavyEspresso HolicLondon cafe

UBK, la spiaggia a Sud di Kiev, sull’isola di Trukhaniv (quella dei Vichinghi), è un posto assolutamente da vedere d’estate: club alla moda, all’aria aperta, su una riva sabbiosa, con serate dedicate alla musica e al cinema. Offre i migliori tramonti sul fiume, con musica bella (o, almeno, non noiosa), da gustare su comodi terrazzamenti in legno. Ci si rilassarsi tra snack e vini, senza fretta. Un luogo veramente zen.

Palando di spirito zen, ce n’è in abbondanza a Podil, il quartiere più vicino. Storicamente è il quartiere “basso”, quello degli artigiani. Oggi, quest’area lontana dalla città alta è presa d’assalto da giovani creativi e artisti. Un quartiere di case logore a due piani in cui, a volte, sembra che il tempo si fermi. Barbe, tatuaggi, coffee-brewers e la più alta concentrazione di hipster. Tutti i migliori caffè del quartiere sono qui. Qualche nome: Coffee in Action (pluripremiato il loro caffè cezve), il piccolo Cafe Boutique (pionieri a Kiev del caffè fatto in casa) e Svit Kavy (il miglior caffè “importato” da Lviv), il minuscolo e sempre vivace Espresso Holic e il piacevole London cafe.

Poi c’è una miriade di tanti piccoli negozietti, il mercato animato Zhytny, il cinema/casa d’arte Zhovten, i caffè vegani, i locali “a piedi scalzi” senza sedie e tavoli, caffè in cui paghi quello che vuoi e altri angoli originali molto popolari a Podil e tra i giovani. Non perdetevi il bar Pink Freud: cocktail serviti in teiere di metallo, note asiatiche e un’ampia lista di gin (e cocktail gin-based).

Anche l’art-club Closer, nella stessa zona, è da visitare. Ricavato in un vecchio palazzo industriale abbandonato, un’ex fabbrica di telai a nastro, è rimasto top secret per anni – un segreto ben mantenuto perché è in un angolo difficile da trovare, nonostante sia a 5 minuti dal metro. Oggi è uno spazio gestito in condivisione da designer ucraini, con boutique sempre aperte (alcuni capi sono magnifici), un giardino, un bar estivo e una casa occupata. L’atmosfera rilassata è rinforzata dai prezzi bassi, come se a loro non fregasse nulla di guadagnare.

È interessante verificare come i luoghi del cibo stiano ridisegnando il volto di interi quartieri cittadini. Dormitori abbandonati o trascurati diventano improvvisamente ambiti e alla moda. Per esempio il Vozdvyzhenka, ancora a Podil. A inizio millennio vi costruirono nuove abitazioni splendenti e colorate che volevano imitare le città europee: tristemente costose, sono rimaste vuote per anni. Le chiamavano “città fantasma”. Con l’apertura dei primi ristoranti dell’imprenditore di successo e promoter Dima Borisov è cambiato tutto. Pub gastrorock seguiti a ruota dall’asiatico Okhota na ovets e dal Rybalove, ristorante di pesce; diversi eventi e picnic cittadini e mercati delle pulci: è diventata una delle destinazioni da weekend più popolari, con tanti caffè, negozi, bar, uffici, gallerie d’arte e residenze.

Shoti, grande cucina georgiana a Kiev

Shoti, grande cucina georgiana a Kiev

Un altro buon esempio si trova in un'area tranquilla del centro: fino a 10 anni fa era un dormitorio e basta, ma il vento è cambiato quando hanno aperto la pizzeria Napule e il negozio Good Wine. Come si evince dal nome, la prima è una pizzeria di genere napoletano, fedele alle regole e certificata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana – è pieno tutte le sere. Una nuova insegna dello stesso patron ha aperto proprio accanto: si chiama Shoti e fa nuova cucina georgiana con khachapuri, khinkali e carne tone (tandoori). Oggi questa piccola distesa è affollata di diversi altri ristoranti come il crazy bar Coyote Ugly, il Bao (nuova cucina cinese), Ibsen (ristorante scandinavo) e molti altri che stanno per aprire.

Le attrattive culturali e i luoghi patrimoni Unesco li trovate su tutte le guide turistiche. Qui volevo solo aggiungere qualche altro indirizzo interessante per mangiare o bere il bicchiere della staffa. C'è Odessa, l'indirizzo di fine dining innovativo dello chef Yuri Priemsky, uno che ha lavorato Kiev, Londra, Mosca e in Sicilia. Un suggerimento: il ragazzo possiede anche il club/ristorante Karkas restaurant, a due passi dalla cattedrale di Santa Sofia.

Il Khutorets al Dnieper è un posto perfetto per un primo contatto con la cucina tradizionale ucraina. Una versione più fresca delle nostre specialità la trovate all’Ostannya Barikada (a Maidan). Provate la cucina transcarpaziana del Kiflik (che sta per cambiare indirizzo), quella tartara del Musafir: sono cucine autentiche di comfort food. E il Parovoz Speakeasy, i migliori cocktail in città, aperto 24 ore su 24.

Marina Mayevska
Marina Mayevska

nata a Kiev, in Ucraina, classe 1979, giornalista di vino dal 2005, lavora per promuovere la gastronomia del suo paese