Toscana

Giglio

89-87-87 non è un numero verde d’emergenza né una chat erotica, ma gli anni di nascita di tre (giovanissimi) chef che formano un trittico di cui si vocifera da tempo e che ha avuto una prima consacrazione quando Cnn Travel ha inserito il ristorante dove lavorano tra i 20 locali in tutto il mondo ancora poco conosciuti – sottinteso: a torto (leggi qui). Il Giglio di Lucca vanta un bellissimo scenario in una città di per sé splendida: c’è spesso il pienone, e questo suggerisce una prima particolarità del ristorante, che mantiene salde le proprie radici nella tradizione locale, attirando così anche una clientela turistica che ricerca semplici piatti della tradizione; ma, complice la presenza del trio in cucina che si divide il lavoro (sono 10 in tutto in brigata, macinano circa 200 coperti ogni giorno), punta ormai forte anche sulla ricerca.

Lorenzo Stefanini, Stefano Terigi Benedetto Rullo (che è il più giovane) vengono da percorsi estremamente diversi l’uno dall’altro; paiono assai differenti anche per indole, cosa che si ripercuote poi sullo stile delle loro preparazioni. Pasteggiare al Giglio è indubbiamente molto piacevole e divertente, non foss’altro che per via dell’eterogeneità che caratterizza il susseguirsi delle portate. E’ un continuo saliscendi gustativo tra piatti che ricalcano quasi didascalicamente l’iter formativo di coloro che via via ne sono gli autori principali: spiazzante ma pure stimolante. Vedasi le ondate di antipasti, momento in cui tale sfaccettatura risulta più marcata: «Ognuno pensa a propri piatti, poi condividiamo le idee e le discutiamo insieme», spiegano.

Scelta di metodo che non porta ancora a una sintesi stilistica chiara e definita; ma viene il dubbio che debba essere necessariamente un obiettivo, una volta presa confidenza con una sorta di ottovolante gastronomico che fa tappa di volta in volta nella classicità francese, nella contemporaneità tricolore, tra le fermentazioni della nordic cuisine o nell’essenzialità nipponica, fino all’approdo sicuro tra le ricette della toscanità. Non necessariamente in quest'ordine.

E’ una sorta di esperimento inedito e senza rete, una contaminazione fertile con una meta dichiarata che può diventare l’approdo definitivo, ancora da strutturare pienamente: «Ci piace fare cucina italiana».


Leggi ancheTre petali per un Giglio

Chef
Stefano Terigi, Lorenzo Stefanini e Benedetto Rullo

Sous-chef
Margherita Vigilante, Florenc Arapi e Ali Kuqja

In sala
Francesco Massagli

In cantina
Daniele Grieco

Contatti

+39 0583 494058
piazza del Giglio, 2
55100 - Lucca
ristorantegiglio.com
info@ristorantegiglio.com


Chiusura
l'intero martedì e mercoledì a pranzo
Ferie
1 mese tra gennaio e febbraio
Prezzo medio vino escluso
40 euro
Menu degustazione
70 euro

Perché fermarsi
per scoprire una cucina complessa e ancora in piena evoluzione

Lo chef consiglia
Buca di Sant'Antonio, via Cervia 3, Lucca

+39.0583.55881

Dove dormire
Hotel Ilaria, via del Fosso 26, Lucca

+39.0583.47615

Carlo Passera
Carlo Passera

classe 1974, giornalista professionista, si è a lungo occupato soprattutto di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa esattamente l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta sui viaggi e sulla buona tavola. Caporedattore di identitagolose.it

Condividi l'articolo