Toscana

Gucci Osteria

C’è un’idea di fondo, nella scelta di Massimo Bottura di firmare la nuova Gucci Osteria a Firenze. E va oltre l’aspetto puramente gastronomico. Lo chef modenese è di fatto erede di uno sforzo il cui iniziatore è stato Gualtiero Marchesi: quello di elevare la nostra cucina, nobilitarla, farla ascendere a espressione culturale tout court. L’Italia è il luogo più indicato: perché ha un patrimonio artistico infinito e unico, nonché una tradizione culinaria a sua volte immensa anche se a lungo negletta, considerata non illustre, semmai pop, come si direbbe oggi. La trattoria nostrana contrapposta al concetto di haute cuisine francese, insomma; grandeur da una parte, tovaglie a quadretti e fiaschetta dall’altra: un pregiudizio che ci accompagna ancora spesso.

Per Bottura invece il Buono italico deve ascendere alla stessa altezza del Bello. Per riuscirci, occorre che questi due elementi dialoghino tra loro, interagiscano, si fondano in un tutt’uno: com’è, appunto, alla Gucci Osteria. Qui la cucina di Bottura sposa la grande maison fiorentina della moda, in un locale stupendo che s’affaccia su una delle piazze architettonicamente più splendenti del mondo e in una città che è stata la culla del nostro Rinascimento artistico. L’iniziativa giusta, nel posto giusto, al momento giusto. Di più: Bottura non concepisce la nuova insegna come un ristorante di fine dining, gioca semmai la carta dell’osteria, prodotto peculiare della tavola tricolore. E’ come se dicesse: non abbiamo bisogno di copiare altri modelli di ristorazione.

Ovviamente ne propone una versione moderna. Prescinde dalla pura toscanità, non si focalizza su ribollite e pappe al pomodoro. Abbraccia anzi l’intera tradizione nostrana (Tortellini in crema di Parmigiano Reggiano, Carciofo alla giudia), gioca semmai a contaminarla, come ama fare (Caesar Salad in Emilia, Hot dog di chianina, Napoli e Marsiglia non sono poi così lontane, ossia bouillabasse e pasta mista, Tiramisu roll cake) perché lui ha spirito cosmopolita di suo, e inoltre maneggia strumenti – la cucina, l’arte – che di per sé non richiamano alcuna frontiera. Spazia senza porsi limiti: Tostada di palamita, che guarda al Messico; Sgombro con salsa ponzu, che richiama il Giappone; Melanzane Thai piccanti; Amarena cheesecake.

In tutto questo, diventa naturale che a sovrintendere i fornelli, in vece di Massimo, ci sia Karime Lopez, messicana, già al Central di Lima in Perù con Virgilio Martinez, nonché moglie del giapponese Takahiko Kondo, sous chef dell'Osteria Francescana.


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Chef
Karime Lopez

Sous-chef
Mattia Agazzi

Ai dolci
Tamara Rigo

In sala
Barbara Tollendal

In cantina
Valentina Dell\'Aquilla

Contatti

+39 055 75927038
Piazza della Signoria 10
50122 - Firenze
www.gucci.com/it/it/store/osteria-bottura


Chiusura
sempre aperto
Ferie
Ferragosto, Natale e Capodanno
Prezzo medio vino escluso
55 euro

Cos'ha scoperto lo chef
il sesamo di Ispica
Perché fermarsi
perché Bottura indica un modello nuovo. E poi il posto è bellisimo

Lo chef consiglia
l\' Brindellone, piazza Piattellina 10, Firenze: «E' un posto molto semplice che mi piace molto»

+ 39 055 217879

Dove dormire
Casa Thiele alla Signoria, Via dei Calzaiuoli 2, casa-thiele.com

+ 39 055 212232

Carlo Passera
Carlo Passera

classe 1974, giornalista professionista, si è a lungo occupato soprattutto di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa esattamente l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta sui viaggi e sulla buona tavola. Caporedattore di identitagolose.it

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